Protesi del pene: cosa sono e come funzionano

Ci sono casi in cui le terapie farmacologiche tradizionali (orali o iniettive) non riescono a risolvere il problema della disfunzione erettile. “In 3 uomini su 10 con difficoltà di erezione i trattamenti farmacologici non hanno effetto – si legge sul sito della Società Italiana di Andrologia  – Perché la disfunzione erettile risponda ai farmaci per bocca (Viagra, Levitra, Cialis) è necessario che ci sia una funzionalità residua dei tessuti del pene e che i collegamenti nervosi tra cervello e pene siano intatti. Nel 30% degli uomini affetti da disfunzione erettile i farmaci non funzionano perché mancano una o entrambe di queste condizioni”. Cosa fare allora? A chi rivolgersi?

Fortunatamente anche questi pazienti possono affrontare e risolvere in modo efficace i problemi di erezione ricorrendo all’implantologia protesica peniena, ovvero all’inserimento di due protesi all’interno del pene nei due corpi cavernosi che lo compongono. Si tratta di un’opzione terapeutica ormai riconosciuta a livello internazionale e consolidata nella sua validità ed efficacia che deve, però, essere eseguita da specialisti in andrologia di comprovata esperienza in questo ambito.

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Protesi del pene: le tipologie esistenti

Esistono due tipologie di protesi peniene, attivabili e non attivabili. Le prime sono rappresentate dalle protesi malleabili o semirigide, le seconde dalle protesi idrauliche che possono essere bicomponenti o tricomponenti.

Protesi peniene malleabili

Le protesi malleabili sono costituite da due cilindri in silicone che rivestono un’anima in materiale malleabile. L’intervento viene effettuato in anestesia locale con una piccola incisione dorsale al di sotto del glande. Non è necessario il ricovero e dopo qualche ora dall’intervento il paziente torna a casa.

Trascorsi pochi giorni di convalescenza e riposo potrà riprende le sue attività normali e ad un mese dall’intervento potrà iniziare ad avere rapporti sessuali. Come funzionano i rapporti sessuali? Si posizionano con una semplice manovra manuale le protesi orizzontalmente per simulare l’erezione ed avere rapporti sessuali; al termine si flettono manualmente le protesi verso il basso per simulare la flaccidità.

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Protesi idrauliche

Le protesi idrauliche rappresentano sicuramente la soluzione ideale nei pazienti che non rispondono alle terapie orali o intracavernose. Si dividono in bicomponenti e tricomponenti.

La protesi idraulica bicomponente è costituita da due cilindri siliconici che vanno impiantati nei corpi cavernosi e da un sistema pompa reservoir che va posizionato nello scroto. Questa protesi può essere impiantata in anestesia locale. La protesi si attiva schiacciando la pompa una o più volte; per tornare alla posizione di flaccidità basterà piegare le protesi su sé stesse a metà pene.

La protesi idraulica tricomponente è costituita, invece, da due cilindri in silicone che vanno impiantati nei corpi cavernosi, da un sistema a pompa che va posizionato nello scroto e da un serbatoio che viene inserito nello spazio pre-vescicale. Questa protesi può essere impiantata in anestesia locale (spinale) o in sedazione profonda. Per posizionarla utilizziamo una tecnica mini-invasiva che prevede un’incisione sul pube di pochi centimetri. La protesi si attiva schiacciando la pompa una o più volte; per tornare alla posizione di flaccidità basta piegare le protesi su sé stesse a metà pene.

Le domande più frequenti sulle protesi del pene

E’ bene sapere che il paziente impiantato può avere rapporti sessuali SEMPRE, ovvero anche senza un particolare desiderio, e continuare la penetrazione fino a che vuole; questo perché non deve raggiungere l’erezione, in quanto è sempre pronta, e non recede fino a che il paziente lo desidera.

L’intervento deve essere effettuato in centri specializzati e va riservato ai pazienti che non rispondono alle comuni terapie per la disfunzione erettile. Dopo alcuni giorni di convalescenza si possono riprendere le normali attività, mentre per i rapporti sessuali è necessario aspettare un mese.

È, infine, importante sottolineare che:

  • le protesi peniene sono di materiali inerti che non creano alcuna reazione di rigetto;
  • il piacere, e con esso l’orgasmo e l’eiaculazione, restano invariati rispetto a prima dell’impianto;
  • non si ha alcuna interferenza con la fertilità;
  • le protesi non danno la benché minima sensazione di un corpo estraneo;
  • si ha, invece, una percezione di rinnovato ed accresciuto vigore sessuale.
Per saperne di più leggi anche l’approfondimento del dott. Letizia sulle protesi peniene
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