Disfunzione Erettile

La disfunzione erettile, impropriamente denominata “impotenza”, consiste nell’incapacità di raggiungere e / o mantenere un’erezione sufficientemente valida da consentire un rapporto sessuale soddisfacente. La DE può essere organica, se è causata da fattori fisici come malattie vascolari o diabete, oppure psicogena, se dipende da stress o ansia. Spesso tuttavia, l’eziologia è mista, con il coinvolgimento di cause psicologiche, neurologiche, endocrinologiche,vascolari, traumatiche e indotte da farmaci. E’ una delle più comuni patologie croniche maschili e può essere un sintomo di altre patologie quali diabete, ipertensione, cardiopatie e depressione.

 

Epidemiologia

In Italia si stima che circa il 12% della popolazione adulta maschile soffra di disfunzione eretttile : si tratta quindi di circa 3.145.000 pazienti con DE .Tra i pazienti potenziali con DE vi sono 700.000 diabetici. Secondo lo studio epidemiologico Massachussets Male Aging Study, il 52% degli uomini fra i 40 e i 70 anni è affetto in qualche misura da DE.

Le cause della disfunzione erettile possono essere:

  • Malformazioni peniene (incurvamenti congeniti e da Induratio Penis Plastica)
  • Fumo
  • Malattie cardiovascolari
  • Ipertensione
  • Diabete
  • Dislipidemie
  • Obesità
  • Traumi midollari
  • Disfunzioni ormonali (testosterone)
  • Chirurgia del colon retto per tumori
  • Chirurgia pelvica (prostata, e vescica) per tumori

Diagnosi dell’impotenza

Dopo un accurata visita dei genitali possiamo effettuare i seguenti test diagnostici:

  • Assetto ormonale: indispensabile per escludere la presenza di un ipogonadismo
  • Questionario IIEF: L’International Index of Erectile Function è stato creato allo scopo di fornire un questionario sensibile e specifico per valutare la funzione erettiva. Nel rispondere si deve tener conto della attività sessuale relativa agli ultimi sei mesi (FAI IL QUESTIONARIO)
  • Rigidometria notturna computerizzata: è la registrazione degli eventi erettili fisiologicamente presenti durante le fasi REM del sonno.

Rigiscan

Schema posizionamento

Tracciato Normale

L’esame viene fatto domiciliarmente per uno o due notti e ci fornisce indicazioni sulla qualità delle erezioni notturne. Fisiologicamente durante la notte abbiamo dalle 3 alle 5 fasi REM (sonno onirico). Ad ogni fase REM corrisponde un erezione più o meno valida. L’analisi dei tracciati ci permetterà di dirimere le disfunzioni erettili organiche da quelle funzionali (psicologiche). Infatti se di notte avremo delle perfette erezioni e di giorno no la disfunzione sarà di origine funzionale (volgarmente definita psicologica). Viceversa se nemmeno di notte ci sono erezioni valide il problema sarà sicuramente di natura organica.

  • Biotesiometria peniena: valuta l’integrità sensitiva del pene e quindi considerato test diagnostico per eventuali problematiche neurologiche. Utile nei pazienti che soffrono di eiaculazione precoce e disfunzione erettile. Questo strumento ci permette di valutare la sensibilità pallestesica (vibratoria) delle zone indagate (asta e glande). Questo esame è superato da un nuovo test denominato Genito Sensory Analyzer con il quale oltre alla sensibilità vibratoria possiamo indagare la sensibilità termica al caldo ed al freddo.

 

  • Test farmacoinfusivo o AVSS (audio visual sexual stimulation): è la registrazione in real time di un evento erettile provocato farmacologicamente. Fornisce molte informazioni sulla natura dei disturbi erettili e anche una prima analisi delle cause eziologiche. Il paziente viene posto in una stanza che dovrebbe essere sufficientemente confortevole e guardare un video “erotico” che ha il solo scopo di distrarlo.  Viene applicato il Rigiscan per ottenere la registrazione in tempo reale della risposta erettile provocata o da un farmaco orale o dall’iniezione intracavernosa di vasodilatatori locali  (PGE1). Attraverso l’analisi del tracciato ottenuto possiamo avere indicazioni sul dosaggio del farmaco da usare per la terapia

 

  • Ecocolor doppler penieno Dinamico: valuta l’integrità vascolare arteriosa e venosa del pene permettendo di discriminare tra disfunzione arteriosa (deficit delle arterie cavernose), disfunzione venosa (deficit nel meccanismo veno-occlusivo o fuga venosa) o disfunzione mista. Si effettua un’iniezione intracavernosa di prostaglandine, assolutamente indolore, e si valutano i flussi arteriosi penieni e la completa chiusura del sistema venosa. L’erezione è prettamente un meccanismo idraulico: arriva sangue a pressione dalle arterie e le vene sono chiuse e questo garantisce una normale erezione.

La Terapia

Nei casi in cui ci troviamo di fronte ad un ipogonadismo ovviamente la terapia della disfunzione erettile sarà il testosterone nelle sue varie formulazioni.

La terapia della DE di prima linea prevede l’uso dei farmaci orali inibitori delle fosfodiesterasi 5:

  • Sildenafil
  • Tadalafil
  • Vardenafil
  • Avanafil

Sildenafil e tadalafil ormai si trovano anche nelle formulazioni “equivalenti” con costi minori. Recentemente è stato introdotto un “francobollo” a base di sildenafil in vari dosaggi. Questi farmaci si differenziano per efficacia e durata e trovano indicazioni in casi selezionati. La controindicazione assoluta all’assunzione degli inibitori delle PDE5 e la concomitante assunzione dei nitro derivati potenti vasodilatatori delle arterie coronarie.

Le terapie della disfunzione erettile di seconda linea prevedono:

  • Iniezioni intracavernose di PGE1: mediante l’uso di iniettori automatici il paziente effettua un’iniezione intracavernosa al bisogno di queste sostanze vaso-attive che porteranno di li a poco ad una perfetta erezione. Questa terapia è sicuramente indicata nelle disfunzioni erettile da ansia da prestazione ed in tutti casi in cui vogliamo effettuare una riabilitazione del tessuto cavernoso penieno ad esempio dopo prostatectomia radicale per tumore della prostata. L’effetto collaterale più importante può essere l’erezione prolungata ed anche se raramente il priapismo.

La terapia della disfunzione erettile di terza linea è rappresentata dalla protesi peniene. Le protesi peniene si dividono in due gruppi:

  • Protesi peniene malleabili o semirigide: sono costituite da due tutori in silicone con un anima “malleabile”. Queste non necessitano di abilità manuali per l ‘attivazione, hanno un basso costo e permettono qualsiasi tipo di rapporto sessuale. Il maggiore svantaggio è che non dissimulano perfettamente la flaccidità del pene. L’intervento viene effettuato in anestesia locale in day hospital senza posizionare il catetere vescicale, con qualche giorno di convalescenza. I rapporti sessuali si potranno avere ad un mese dall’intervento.

Schema protesi malleabile: erezione e riposo

  • Protesi peniene idrauliche: possono essere bicomponenti o tricomponenti.

Le protesi bicomponenti sono costituite da due cilindri , da impiantare in ciascun corpo cavernoso, connessi ad un sistema serbatoio-pompa da posizionare nello scroto. L’intervento può essere effettuato in anestesia locale in day hospital con una piccola incisione scrotale.

      

Schema Protesi bicomponente : erezione e riposo

Le protesi peniene idrauliche tricomponenti sono costituite da due cilindri da posizionare in ciascun corpo cavernoso, da una pompa che va posizionata nello scroto e da un serbatoio che va posizionato nello spazio prevescicale. L’intervento si effettua in anestesia loc-regionale e totale e l’impianto viene effettuato attraverso un piccola incisione sovrapubica.

Protesi tricomponete e schema erezione e riposo 

Anche le protesi idrauliche (bi componente e tricomponenti) prevedono un breve periodo di riposo post operatario e dopo un mese dall’intervento si insegna al paziente il funzionamento per avere una “normale” attività sessuale.

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