Induratio Penis Plastica

L’Induratio Penis Plastica o Malattia di La Peyronie, dal nome del chirurgo francese che per primo la descrisse nel 1743, è una malattia dell’albuginea caratterizzata dalla formazione di fibrosi o placche che fanno curvare il pene in erezione.

Viene considerata una malattia “rara” ma in realtà è molto diffusa e colpisce maggiormente le fasce di età tra i 30-50 anni anche se sono frequenti casi giovanili.

La causa rimane ancora, l’ipotesi più accreditata è quella che si sviluppi a seguito di microtraumi penieni – vasculiti. Frequentemente è associata al diabete, al morbo di Dupuytren o a fibrosi plantare.

La placca è quasi sempre localizzata dorsalmente e questo porta all’incurvamento in erezione del pene come rappresentato in questo disegno.

La malattia riconosce due fasi :

  • Fase florida: la malattia si sta sviluppando , il paziente riferisce dolore penieno a riposo e\o in erezione.
  • Fase stabilizzata : la zona fibrotica può evolvere verso una placca calcifica, non vi è dolore, il pene si curva in erezione.

La diagnosi viene effettuata attraverso la raccolta dei dati anamnestici, l’esame obiettivo ed una ecografia peniena effettuata in erezione indotta da prostaglandine.

La Terapie

Nella fase florida (attiva) della malattia le terapie possono essere:

  • Integratori
  • Vitamina E
  • Ionoforesi
  • Onde d’Urto a bassa intensità (LIST)

Questi approcci hanno lo scopo di stabilizzare la malattia , quindi di fermarla, raramente si ha una risoluzione con scomparsa delle zone fibrotiche.

Nella fase stabilizzata della malattia il paziente potrà averele seguenti problematiche:

  • Incurvamento del pene
  • Disfunzione erettile
  • Accorciamento penieno

In questa fase le terapie sono chirurgiche e possiamo effettuare:

  • Corporoplastica di raddrizzamento
  • Asportazione della placca ed apposizione di patch
  • Impianto di protesi peniena associato o meno a chirurgia di placca

 

Corporoplastica di raddrizzamento

Nei casi in cui il paziente abbia conservato una buona lunghezza peniena in erezione e non abbia disfunzione erettile si può effettuare una corporoplastica di raddrizzamento . La tecnica più diffusa e quella di Nesbit.

Come illustrato in questo disegno la tecnica di Nesbit consiste nell’effettuare una circoncisione, scalpo completo del pene con asportazione din ellissi di albuginea sul versante convesso del pene. Questa tecnica di facile esecuzione presenta alcuni svantaggi :

  • Alta incidenza di recidive
  • Inestetismi da circoncisione
  • Disfunzione erettile
  • Accorciamento importante del pene

Noi usiamo come già descritto per gli incurvamenti congeniti gli accessi baso penieni

Dorsale per incurvamenti ventrali

Scrotale per incurvamenti dorsali e laterali

L’intervento effettuato in anestesia locale prevede un minimo degloving e la successiva plicatura dell’albuginea sul lato convesso dei corpi cavernosi. Dopo poche ore dall’intervento il paziente viene dimesso e torna a casa. Ad un mese dall’intervento potrà riavere rapporti sessuali.

pre

post

pre

post

L’intervento non lascia cicatrici visibili, le recidive sono rare non si ha disfunzione erettile con un minimo accorciamento del lato convesso del pene.

Chirurgia di placca

Nei casi in cui all’incurvamento si ha un importante accorciamento del pene, si puo effettuare la chirurgia di placca. Questo intervento prevede l’asportazione della placca in durativa con apposizione di patch.

Sono stati usati diversi materiali per il confezionamento del patch. Questa chirurgia può presentare alcuni inconvenienti come retrazione del patch e\o rigetto dello stesso, disfunzione erettile iposensibilità del glande. Sicuramente va riservata a casi selezionati. Tra i vantaggi abbiamo un recupero della lunghezza del pene.

Impianto di protesi peniena

Nei pazienti in cui oltre all’incurvamento è presente una disfunzione erettile è consigliabile l’impianto di protesi peniena.

Protesi malleabile

Protesi idraulica tricomponente

Le protesi peniene sono malleabili e idrauliche. Le malleabili costituite da due cilindri di silicone vengono impiantate in anestesia locale una per ogni corpo cavernoso. Forniscono un ottima rigidità e non necessitano di attivazione. Lo svantaggio maggiore è costituito dalla non perfetta simulazione di flaccidità. La protesi idraulica tricomponente rappresenta il gold standard della chirurgia protesica peniena. Questo è un sistema idraulico costituito da due cilindri gonfiabili, da un sistema pompa per l’attivazione e la disattivazione e da un serbatoio. L’intervento viene effettuato con una piccola incisione sovrapubica. All’impianto possiamo associare le manovre di modelling o la chirurgia di placca.

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