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DISFUNZIONE ERETTILE

 

 

Definizione

La disfunzione erettile (DE) è definita come l'incapacità a raggiungere e/o a mantenere un erezione sufficiente a condurre un rapporto sessuale soddisfacente.

Il termine disfunzione erettile è migliore del termine impotenza perché definisce più precisamente la natura di questa disfunzione sessuale. La disfunzione erettile frequentemente è classificata come: organica, psicogena, mista.

La DE è una condizione diffusa che interessa il 13% della popolazione maschile. Questo significa che circa 3 milioni di italiani presentano un deficit erettile.

 

Fisiologia dell’erezione

L'erezione è un evento emodinamico che coinvolge sia il sistema nervoso centrale che fattori locali. È regolata dal rilasciamento delle arterie cavernose e della muscolatura liscia del corpo cavernoso. Nello stato di flaccidità l'innervazione simpatica produce una contrazione tonica della muscolatura liscia delle arterie riducendo il flusso di sangue. Stimoli psicogeni centrali e/o stimoli sensoriali provenienti dal pene aumentano l'attività parasimpatica e riducono l'attività simpatica; ne risulta quindi un rilasciamento della muscolatura liscia del pene e un aumento del flusso di sangue attraverso le arterie cavernose e le arterie elicine. Il rilasciamento della muscolatura liscia aumenta la distensibilità degli spazi cavernosi, portando alla all'erezione.

 

 

 

L’aumento del volume di sangue e la compressione della muscolatura liscia trabecolare rilasciata contro la tunica albuginea, relativamente rigida, riduce il flusso venoso in uscita (meccanismo veno-occlusivo).

 

 

Meccanismi bochimici dell’erezione   

Il rilasciamento della muscolatura liscia del corpo cavernoso necessario per l'erezione è dovuto ad un meccanismo non adrenergico, non colinergico mediato dall'ossido nitrico (NO), un labile neurotrasmettitore. L’ossido nitrico è sintetizzato dall'arginina e rilasciato dai neuroni, dalle cellule endoteliali e forse dalle cellule muscolari lisce del corpo cavernoso del pene, in risposta alla stimolazione sessuale. Dopo la diffusione alle cellule muscolari lisce del corpo cavernoso, l'NO stimola l'enzima citosolico guanilato ciclasi a produrre un secondo messaggero, la guanosina monofosfato ciclica (cGMP). I nucleotidi ciclici, quali il cGMP, sono idrolizzai dagli isoenzimi nucleotidi ciclici fosfodiesterasi (PDE), localizzati in vari tessuti.

 

  

Nel corpo cavernoso dell'uomo, il PDE-cGMP specifico - tipo 5 (PDE5) è l'isoenzima predominante. Vari studi hanno dimostrato che il meccanismo dell'NO/cGMP gioca il ruolo principale nel rilasciamento della muscolatura liscia del corpo cavernoso e nell'erezione del pene.

 

 

Cause di disfunzione erettile

 

Il meccanismo dell’erezione può essere alterato da molteplici fattori.

Le cause che possono determinare l’insorgenza di una disfunzione erettile si distinguono in psicogene, endocrine, neurogene, vascolari (arteriose e venose), farmacologiche, chirurgiche, radioterapiche e condizioni predisponenti.

 

PRINCIPALI CAUSE DI DISFUNZIONE ERETTILE

 

PSICOGENE

Ansia

Problemi

di coppia

Depressione

 

Stress

 

 

ENDOCRINE

 

Riduzione testosterone

 

Aumento

Prolattina

 

 

 

NEUROGNE

 

Sclerosi

multipla

 

Morbo di

Parkinson

 

Malattia di

Alzheimer

 

Lesioni

spinali

 

VASCOLARI

 

 

Aterosclerosi

 

Dislipidemia

 

 

Diabete

 

Ipertensione

 

FARMACOLOGICHE

 

Sedativi

 

 

Antipertensivi

 

 

Antidepressivi

 

 

Ormoni

 

 

ABITUDINI DI VITA

 

Fumo

 

Alcool

 

Droghe

 

 

 

Cause Psicogene

In passato era ritenuta la più comune causa di dsfunzione erettile, oggi i dati epidemiologici indicano che spesso è accompagnata da alterazioni di natura organica.

Una causa psicogena particolare è rappresentata dall’ “ansia da prestazione” che determina un effetto inibitorio sull’erezione ed è frequente tra i giovani alle prime esperienze sessuali o dopo il verificarsi di un fallimento.

 

 

 

Cause endocrine (ormonali)

Sono causa di disfunzione erettile sia l’ipogonadismo (riduzione dei livelli di testosterone che si accompagna ad un calo del desiderio) che l’iperprolattinemia (aumento della prolattina che determina una disfunzione erettile associato a riduzione della libido e della fertilità).

 

Cause neurogene

La sclerosi multipla la malattia di Alzheimer il morbo di Parkinson occupano un posto di rilievo nel determinismo della DE. Non dimentichiamo le lesioni spinali secondarie ad incidenti (spesso automobilistici) o le lesioni dei nervi periferici dovute a patologie importanti come il diabete.

 

Cause vascolari

Le patologie vascolari responsabili della disfunzione erettile possono essere sia arteriose che venose. Nel primo caso vi è un ridotto apporto di sangue nel secondo il sangue non rimane nei corpi cavernosi.

A livello sistemico le patologie cardiovascolari rappresentano una delle principali condizioni predisponenti alla disfunzione erettile. E’ noto che un soggetto con una patologia cardiovascolare di qualsiasi tipo presenta un rischio maggiore di sviluppare una problematica di erezione rispetto ad un soggetto sano. L’IPERTENSIONE ARTERIOSA, patologia molto diffusa, determina disfunzione erettile nel 20% dei casi. Nei maschi affetti da DIABETE la DE è presente in una percentuale variabile dal 35% al 75%.

 

Cause farmacologiche

Alcune classi di farmaci come gli antipertensivi, psicofamaci e terapie ormonali causano disfunzione erettile.

 

Cause Chirurgiche

Gli interventi di prostatectomia radicale (asportazione della prostata e delle vescichette seminali)  per tumore e di cistectomia radicale (asportazione della vescica) per carcinoma della vescica rappresentano le principali cause di disfunzione erettile post-chirurgica. Anche la radioterapia pelvica rappresenta un importante fattore di rischio. In letteratura esistono dati di disfunzione erettile secondaria a radioterapia variabile dal 30 all’85% dei pazienti trattati.

 

Abitudini di Vita

Il fumo è una delle cause di DE. Rispetto ai  non fumatori, i fumatori, presentano un rischio più elevato di sviluppare una DE. Anche l’associazione del fumo con altri fattori di rischio come il diabete aumenta la probabilità di sviluppare una DE. Altre condizioni predisponenti sono la vita sedentaria, l’obesità, l’alcolismo cronico e l’uso di droghe.

 

 

TERAPIA ORALE DELLA DISFUNZIONE ERETTILE

Gli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE5), segnano di fatto l’inizio di una nuova era nella terapia farmacologica della disfunzione erettile. In condizioni fisiologiche, uno dei principali mediatori positivi del fenomeno dell’erezione è costituito dall’Ossido Nitrico (NO); quest’ultimo viene rilasciato dai terminali nervosi per poi diffondere nel muscolo liscio dei corpi cavernosi, dove attiva l’enzima guanilato ciclasi che sintetizza il cGMP, mediatore intracellulare che permette il rilassamento della muscolatura liscia dei corpi cavernosi, portando alla comparsa della tumescenza peniena e infine all’erezione. Il meccanismo d’azione  è caratterizzato dall’inibizione dell’enzima PDE5 che comporta l’incremento dei livelli intracellulari del neurotrasmettitore NO, svolgendo il ruolo di facilitatore periferico del meccanismo erettile.

Il sildenafil (nome commerciale VIAGRA), somministrato per via orale ai dosaggi di 25, 50 e 100 mg, viene rapidamente assorbito, raggiungendo una concentrazione plasmatica massima entro un’ora dall’assunzione orale a digiuno.

Il sildenafil viene metabolizzato dal citocromo P450 3A4 per cui i farmaci che inibiscono questo isoenzima (cimetidina, ketoconazolo, eritromicina) possono provocare un incremento dei livelli plasmatici di farmaco. La somministrazione degli inibitori è assolutmante contronidicata nei pazienti che assumono nitroderivati. I principali effetti collaterali riportati dalla gran parte dei pazienti sono generalmente transitori  di intensità lieve-moderata ed in particolare sono rappresentati dalla cefalea transitoria (15,8%), dal flushing al volto (10,5%) e dalla dispepsia (6,5%).

Il tadalafil (nome commerciale CIALIS) appartiene alla classe degli inibitori della PDE5 ma offre una farmacocinetica d’azione assolutamente particolare, vista la struttura chimica totalmente differente rispetto al sildenafil ed al vardenafil. Il farmaco è rapidamente assorbito dopo la somministrazione orale e presenta un’emivita plasmatica di 17,5 ore, caratteristica che lo differenzia notevolmente rispetto a tutte le altre molecole appartenenti alla stessa categoria farmaceutica. Può essere somministrato indipendentemente dall’assunzione di cibo o alcool. La più rapida comparsa d’azione del tadalafil si ottiene dopo 20 minuti dall’assunzione e il periodo di risposta si estende fino a 36 ore. Analogamente al sildenafil, anche il tadalafil potenzia gli effetti ipotensivi dei nitroderivati per cui è controindicato l’uso in pazienti che assumano contemporaneamente tali farmaci. I più comuni effetti collaterali riportati sono risultati la dispepsia, la cefalea ed il dolore lombare, ma al crescere delle dosi (20 mg) la tollerabilità è risultata sostanzialmente invariata

Il vardenafil  (nome commerciale LEVITRA) rappresenta un altro farmaco per la terapia orale della disfunzione erettile anche lui appartiene alla classe degli inibitori della PDE5. La concentrazione di vardenafil in grado di inibire il 50% dell’attività (IC50) della PDE5 isolata, è risultata pari a 0,7 nmol/L rispetto a 6,6 nmol/L per il sildenafil, una differenza pari a circa 10 volte che spiega la superiore potenza farmacologica del vardenafil. Il farmaco viene assorbito rapidamente e le concentrazioni plasmatiche di picco sono state raggiunte meno di un ora dopo l’assunzione di una dose di 10 mg. La concentrazione plasmatica massima aumenta in maniera lineare e l’emivita di eliminazione è intorno alle 4,8 ore. Gli eventi avversi verificati dopo l’impiego del vardenafil, sono quelli comunemente associati agli inibitori della PDE5: cefalea, vampate di calore, dispepsia e rinite, e tutti risultano dose-dipendenti e di intensità da lieve a moderata.